Ludwig van Beethoven
Sonata n. 8 in do minore, op. 13 “Patetica”
Frédéric Chopin
Ballata n. 4 in fa minore, op. 52
Aleksandr Skrjabin
Fantasia in si minore, op. 28
Passione e racconto: Beethoven e Chopin al pianoforte
Ludwig van Beethoven
Sonata n. 23 in fa minore, op. 57 “Appassionata”
Frédéric Chopin
Notturno n. 1 in do diesis minore, op. 27
Ballata n. 2 in fa maggiore, op. 38
Ballata n. 4 in fa minore, op. 52
Domenico Scarlatti
Sonata in re maggiore, K. 45
Allegro
Sonata in sol maggiore, K. 427
Presto, quanto sia possibile
Joseph Haydn
Sonata in mi minore, Hob. XVI:34
Presto
Adagio
Finale. Vivace molto
Robert Schumann
Novelletten, op. 21
n. 1 – Markiert und kräftig
n. 7 – Äußerst rasch; Etwas langsamer
Franz Liszt
Trois Études de concert, S. 144
III. Un sospiro – Allegro affettuoso
Sergej Rachmaninov
Études-tableaux, op. 39
n. 5 in mi bemolle minore – Appassionato
Frédéric Chopin
Valzer in la bemolle maggiore, op. 69 n. 1
Antônio Carlos Jobim
Chega de Saudade
Pino Daniele
Putesse essere allero
Ernesto Nazareth
Apanhei-te, Cavaquinho
Sergej Rachmaninov
Morceaux de fantaisie, op. 3
Duke Ellington
I Got It Bad (and That Ain’t Good)
Robert Schumann
Fantasiestücke, op. 12
Des Abends
Aufschwung
Frédéric Chopin
Studio in do minore, op. 25 n. 12
Sergej Rachmaninov
Étude-tableau in sol minore, op. 33 n. 5
Edvard Grieg
Sonata in mi minore, op. 7
Allegro moderato
Andante molto
Alla Menuetto, ma poco più lento
Finale. Molto allegro
Omid (Speranza, per il popolo iraniano)
Entrata Divina
Il Mare
The Mind
Life in the Sky
Exotica
Kronos
Enjoy
Light
Ludwig
Omid (Parte seconda)
Alberto Giraldi
Impro Suite
Improvvisazione su temi originali e d’autore.
Alberto Giraldi immagina il piano solo come un percorso a sorpresa: ciò che fa sul suo pianoforte, quando divaga, cercando tra i suoni una soddisfazione, quel tema che lo emoziona - che sia suo o di altri - e che possa servire per creare sul momento. Un percorso con il sapore della ricerca, in cui mescolare i suoi amori: il jazz, il pop, le reminiscenze classiche e tutte le sue storie, che ritornano come in un racconto, ogni volta nuovo. Forse, l’esser stato folgorato - come tanti musicisti - dal geniale Koln Concert ha segnato per lui il superamento della scrittura (cui invece resta legato a doppio filo nei suoi repertori per ensemble) per dare spazio alla nuda invenzione, all’esplorazione di un landscape che si rinnova ad ogni occasione, nel cercarsi fascinoso, istantaneo ma eterno, del qui ed ora.
Franz Liszt
Selezione di studi trascendentali